Tag Archives: Gianfranco Caniggia

Nicola Scardigno – Forma in divenire

 

NICOLA SCARDIGNO

FORMA IN  DIVENIRE

Un pensiero critico e una conversazione
con Giuseppe Strappa

Prefazione di Jörg Gleiter
Postfazione di Matteo Ieva

INDICE
PREFAZIONE di Jörg Gleiter
SPAZIO O ARTE DELLA DELIMITAZIONE
CONVERSAZIONE CON GIUSEPPE STRAPPA
Parte 1 – Il progetto come processo circolare
Parte 2 – Didattica come “Architettura insegnata”
GIUSEPPE STRAPPA: POETICA DELL’EPOCHÈ E
FORMATIVITÀ DELL’ARCHITETTURA
Postfazione di Matteo Ieva

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Call U+D n 20 – Territorio e Disegno urbano – Territory and Urban Design

U+D Urban form and design | n.20 2023  call
Territorio e Disegno urbano
Strumenti, studi, progetti
Scadenza: 1 settembre 2023
Pubblicazione: entro dicembre 2023

Territory and Urban Design
Tools, studies , design
Deadline: September 1 st 2023
Publication: December 2023

U+D Call n 20 ITA ENG (2)

Sotto la spinta di un’ urbanizzazione crescente, sono stati cancellati i confini tra la città e l’area vasta che ad essa fa riferimento, stabilendo inediti legami tra paesaggi naturali, urbani e metropolitani . Nella condizione contemporanea, questi legami sono leggibili come complessa rete di relazioni fisiche, (naturali e antropiche), e immateriali che hanno perso i tradizionali caratteri di organicità del territorio storico
La città contemporanea va ormai pensata all’interno di un nuovo paradigma dinamico: come momento di provvisorio equilibrio nel divenire d i parti e sezioni di scambio che ne ridefiniscono costantemente l’ assetto morfologico.
Il territorio, a sua volta, è oggi costellato d i piccoli centri che stanno affrontando a volte fasi di abbandono, ma anche di una inedita trasformazione e nuovi sviluppi nel rapporto tra il paesaggio agrario e ciò che resta del paesaggio naturale, facendo pensare a una possibile, originale organicità futura……

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U+D Call n 20 ITA ENG (2)

 

 

 

G. STRAPPA, LA RICOSTRUZIONE È PROGETTO

Casa della cultura

CITTÀ BENE COMUNE

LA RICOSTRUZIONE È PROGETTO
Note a partire dal libro di E. Bordogna e T. Brighenti

Il testo pubblicato di recente da Enrico Bordogna e Tommaso Brighenti, Terremoti e strategie di ricostruzione. Il sisma in Centro Italia del 2016 (LetteraVentidue, 2022), ripropone uno dei temi che ciclicamente riemergono nell’attenzione dei media e della pubblicistica nazionale. E riappaiono in modo drammatico, come se ogni tragedia ci lasciasse sorpresi di fronte a un evento nuovo e imprevedibile e non fosse a tutti noto il carattere endemico della fragilità geologica del nostro territorio. Come se fosse necessario ripartire ogni volta da una tabula rasa. E questo è il centro del problema. Perché anche la distruzione è un’architettura, una decostruzione che non segue regole imposte dagli uomini ma quelle, naturali e terribili, di faglie geologiche e sostrati profondi che inducono modifiche inaspettate nella forma del paesaggio costruito. Ma, in quanto involontaria architettura, la catastrofe trasforma, ma non azzera nulla. La forma in qualche modo, se sappiamo leggerla, permane.

LA RICOSTRUZIONE È PROGETTO

 

 

L’influenza degli studi di tipologia processuale sui Codici di Pratica

MICHELE ZAMPILLI (Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Roma Tre)

L’influenza degli studi di tipologia
processuale sui Codici di Pratica ed i
Manuali del Recupero e nella didattica
del restauro urbano.

The influence of procedural typology
studies on the Codes of Practice, on
the Recovery Manuals and on the didactic  of urban restoration

in U+D n.16, 2021

Nell’ambito di una più ampia riflessione sul portato che gli studi di morfologia urbana hanno avuto nella cultura e nell’insegnamento del progetto di architettura degli ultimi decenni, questo breve contributo si incentrerà sulle figure di Gianfranco Caniggia (1933-1987), Antonino Giuffrè (1933-1997) e Paolo Marconi (1933-2014) e su come gli studi di tipologia processuale della scuola muratoriana, ed in particolare le applicazioni operative di Caniggia, abbiano influenzato la nascita dei codici di pratica concepiti da Giuffrè per la conservazione e la messa in sicurezza del costruito storico, in particolare nei centri storici a rischio sismico, e l’evoluzione nello stesso senso dei manuali del recupero prodotti dalla scuola di Marconi.
E come la ricerca operativa e l’insegnamento di questi grandi maestri abbia inciso profondamente nella didattica del restauro urbano.

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